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Nella speranza sia cosa gradita, riporto un articolo apparso ieri su http://www.ivg.it: :
Approfitto per lasciare un saluto, http://www.collezionarecartoline.it
Altare, ristrutturazione Villa Bordoni: incontro in Comune
Altare. Si è svolto ieri mattina in Comune un incontro tra giunta comunale di Altare (rappresentata dal sindaco e assessore all’urbanistica, Olga Beltrame, dal vice sindaco, Davide Berruti, dall’assessore al bilancio, Angelo Billia, e dal responsabile dell’area urbanistica dell’ufficio tecnico, Sandro Ferraro) e i vari soggetti interessati alla ristrutturazione di Villa Bordoni: il rappresentante della Condominio Castello snc di Altare, proprietaria dell’immobile, lo studio di architettura Fasoli e Capuani di Milano e l’impresa edile Siccardi e Rossi di Vado Ligure. Il progetto prevede la ristrutturazione dell’immobile situato sulla collina che domina l’edificio comunale, a due passi dal centro storico. Verranno realizzati una ventina di appartamenti, con la possibilità di destinare gli spazi architettonici più pregiati ad uso pubblico. Durante l’incontro si sono registrate anche alcune reazioni alle affermazioni del consigliere provinciale Roberto Nicolick, riportate da vari organi di stampa, proprio sulla ristrutturazione di Villa Bordoni. Sottolineano i soci dell’impresa Siccardi e Rossi: “Da quando è nata l’idea della ristrutturazione, vale a dire nell’ottobre scorso, non abbiamo certo perso tempo. Il primo passaggio obbligatorio, visto che si tratta di un immobile antico, era l’approvazione del progetto da parte della Soprintendenza per i Beni Architettonici della Liguria. Sono pratiche che normalmente richiedono tempi molto lunghi, siamo contenti che invece la risposta, seppure informale, della Soprintendenza sia arrivata in tempi ragionevoli e siamo oltremodo soddisfatti che questa risposta sia positiva”.
Gentile Enrico,
grazie per questa sua segnalazione. Come avrà intuito, dalla prima volta che l’ho vista mi sono “innamorata” della villa e spero davvero che si possa arrivare presto ad una sua ristrutturazione. Ovviamente spero anche che l’intervento che si realizzerà sia il più possibile rispettoso dell’architettura originaria, così come è stato per il museo del vetro.
Grazie per averci tenuti aggiornati sugli sviluppi e speriamo di poterci anche un giorno incontrare personalmente!
P.S.: non conosco in maniera approfondita l’attuale bibliografia sulla villa, ma se fosse necessario mi offro volentieri per approfondire la conoscenza storico-artistica sull’architettura. Sarebbe un onore!
L’edificio, risalente al 1901, è stato costruito su commissione dell’Avv. Arnaldo Bordoni e progetto dell’Arch. Alessandro Martinengo di Savona.
Fonti storiche evidenziano che l’edificio fu impiegato nell’ultimo periodo bellico come comando della Divisione San Marco. In periodo post-bellico la distribuzione interna venne totalmente modificata per realizzare ben diciannove minialloggi, utilizzati sino agli anni ’70, la cui distribuzione planimetrica è ancora ben visibile.
Successivamente il completo abbandono sino ad arrivare al più totale degrado di oggi.
Nel 1991 la Soprintendenza ai Beni Architettonici della Liguria ha decretato l’interesse storico artistico del bene, apponendovi quindi il consueto vincolo.
L’immobile è stato acquistato nel 2007 da una nuova società.
Attualmente la Soprintendenza ai Beni Architettonici ha appena approvato un progetto di ristrutturazione ed i lavori dovrebbero iniziare già nel 2008.
Il mio innamoramento per questo palazzo risale a quando ero piccola, tanto che ho frequentato la facolta’ di architettura e la mia tesi e’ proprio su Palazzo Bordoni di Altare.
Penso di conoscere ogni singolo mattone, pietra , stucco e decoro che forma questo splendido edificio, insomma so’ vita, morte e miracoli di tutto cio’ che lo ha riguardato nel tempo dalla nascita ad oggi in quanto sono piu’ di 5 anni che raccolgo il materiale per poter redigere una tesi con i fiocchi.
Intanto correggo chi continua a sostenere erroneamente che sia un’opera in stile liberty in quanto e’ vistosamente eclettico e ad avvalorare questa mia affermazione basta prendere in considerazione la pianta dello stesso; in piu’ volevo aggiungere che il vincolo della Soprintendenza ai Beni Culturali era solo legato alla scalinata interna e al rispettivo ballatoio fatti in marmo verde di forma particolare che riprendeva l’andamento curvilineo dell’androne centrale con una pianta a fagiolo, e proiettava nel soffitto la stessa forma con una grande decorazione a conchiglia fatta con stucchi su un supporto di canicciato. Purtroppo a causa delle ripetute infiltrazioni dalla soffitta, dove vi erano gli appartamenti della servitu’, dovute a cedimenti strutturali del tetto non originario, questa decorazione si e’ disgregata rovinando a terra.
I pavimenti erano fatti in mosaico veneziano nei piani nobili, esistevano ancora delle decorazioni ad affresco nella sala pentagonale, che e’ quella che si affaccia sul grande balcone nel prospetto principale. Ma non voglio dilungarmi ancora se no’ vi scrivo la tesi e rischio di diventare noiosa, ma questa mia grande passione mi porta a parlarne come un fiume in piena.
Grazie, Giorgia, per le tue preziosa informazioni!
Puoi scrivere quanto vuoi, anzi!