Precedente Archivio
Prossimo Archivio
I have a dream... 2.0
L'ultimo focus su musei-it lo scrive Ambra Carabelli da Londra. La ringrazio: l'ho trovato una lettura molto interessante.Certe idee, specialmente quelle di come cambiare l'approccio ormai "istituzionalizzato" ai siti museali, me le aveva fatte venire in mente qualche sera fa Sergio Maistrello, alla conferenza di Intermediando, infatti il post era lì che pendeva da qualche giorno. Non si parlava nello specifico di musei e di beni culturali, è vero, ma di nuovi stimoli ed interazione nel web 2.0: come sta cambiando il rapporto utente-rete.
Le mie piccole considerazioni in merito sono queste:
- il mondo "mentale" dei nostri tantissimi musei italiani è spesso statico e polveroso. Ci stiamo ancora arrabattando con l'idea che i musei debbano avere almeno un sito istituzionale (web 1.0), quando ormai mi sembra converrebbe pensare direttamente a un nuovo stile. Per far questo bisogna investire tempo e risorse in menti giovani.
- Non è vero che ci vogliono tanti soldi per realizzare qualcosa di bello ed interessante, proprio perché quello che manca e che sarebbe più utile in campo culturale è proprio l'apporto essenziale dei visitatori, degli appassionati, dei curiosi, delle persone: questo apporto ora come ora è praticamente a costo zero.
- Un nuovo approccio fondato sull'esperienzialità (si dice?) sarebbe una vera svolta. Quando ho iniziato a studiare il rapporto beni culturali/informatica la paura più diffusa era quella che internet avrebbe tolto utenti e visitatori fisici ai luoghi della cultura, temendo che le persone si sarebbero accontentate di quello. Oggi mi sembra di poter dire che quei luoghi non potrebbero avere maggiori vantaggi se non proprio creandosi una propria "storia" nella rete. Invece di "temere" internet, bisognerebbe saperne sfruttare al meglio le potenzialità di interazione, non solo a livello contenutistico, ma anche per creare i presupposti che stimolino la visita reale.
- Sono convinta che il modo più bello per incontrare le opere d'arte e i beni culturali sia quello di "desiderarli", di aspettare il momento dell'incontro, un po' come succede per le persone care. E questa aspettativa potrebbe nascere e alimentarsi in rete, quando a comunicarla sono proprio le persone che hanno già fatto quell'esperienza dal vivo.
- L'uso della rete può essere veramente l'unico mezzo che può far avvenire il radicale mutamento di una conoscenza tradizionalmente intesa per pochi "eletti" che finalmente può aprirsi a tanti, può diventare più comune, più partecipata.
Ci riusciremo anche qui?
28 06 07 - 14:46
nessun commento
plink
Transeunti
Mentre sono ancora alla ricerca di una casa nuova, il blog è stato semiabbandonato a se stesso. Me ne dolgo.In questi giorni mi vengono in mente tutti quelli che in passato mi raccontavano le loro fatiche alla ricerca della casa... Chico qui a Genova, Tere a Milano, Michele a Fano, Ale a Bologna... e io che sì, mi immedesimavo, ma insomma... fino ad un certo punto.
Cercare casa è quasi un mestiere... devi stare attento a mille cose, ai particolari, agli inghippi, fare i conti con i soldi, il padrone, e le bollette, e gli infissi, e il riscaldamento? Oddioooo!
Nel frattempo qualche volta il pensiero corre alla mia di casa, alle Marche, al grano che quest'anno non ho visto ingiallire, muoversi alle onde del vento, colorarsi del vestito rosso dei papaveri.
E chi l'avrebbe mai detto...
27 06 07 - 11:42
tre commenti
plink
Anthologhìa
Devo ringraziare tanto Madda che, via Placida Signora, mi ha fatto scoprire Tumblr.E il bello è che proprio stamattina sull'autobus mi è venuto questo pensiero, che avevo "applicato" al blog (ebbene sì, sono riuscita a formulare un pensiero di senso compiuto alle 8,00 di mattina, incredibile a dirsi). Cioè che in fondo il blog è come un'antologia delle cose che nella vita ti colpiscono, ti piacciono, ti scuotono, di infastidiscono... insomma un estratto delle moltelpici cose che succedono, da un personale punto di vista. Qualche volta infatti, in questo mondo di mordi e fuggi, di spot, di messaggi lampo, è giusto un flash a impressionarti, una parola, una frase.
Questo Tumblr è arrivato giusto giusto per dare concretezza a questa idea, mi è sembrato un mezzo ideale! Ancor meglio (più funzionale) del blog in realtà a questo scopo.
Inauguro allora l'esperimento anthologhìa: trascrizione bruttina di una parola bellissima. Della serie il greco del liceo serve ancora a qualcosa.
14 06 07 - 15:25
sette commenti
plink
Gambe in spalla!
Facendo una ricerca su internet per cercare di recuperare un atlante stradale del TCI edizione 1980, ho scoperto per caso questo interessantissimo "diario" che racconta il cammino a piedi sulla via Francigena di Fabrizio Ardito.Il viaggio di 900 km è in corso: partito da Aosta il 15 maggio, si trova ora nei pressi di Acquapendente, a qualche chilometro dal lago di Bolsena, la meta ovviamente è Roma. Racconta, Fabrizio, i luoghi e le persone del viaggio e scatta qualche foto lungo il percorso. Un percorso lento, sudato, conquistato, gustato minuto per minuto. Il fascino del pellegrinaggio, della strada percorsa e ripercorsa dal medioevo a oggi.
Il blog (che poi blog non è: non ci sono i commenti) è un po' scarno... manca di archivio e di qualche link interno... per esempio una mappa con le tappe non ci sarebbe stata male secondo me, ma quanto c'è mi basta per farmi venire voglia di fare il viaggio anch'io!
Quando sarò un po' più vecchia e con un po' di allenamento prima di partire, ovviamente... ;)
14 06 07 - 11:52
cinque commenti
plink
Ah che bell'ò cafè
Ditemi voi se questa caffettiera non vi sembra estremamente affascinante.
Nera o rossa, ruvida al tatto, opaca, con una linea essenziale. Si chiama Zarina.
Senza dubbio la più bella e desiderabile caffettiera che abbia mai visto.
Il prezzo non è basso, ovviamente, e non ho ancora provato un caffè fatto con Zarina, ma appena ho un'entrata straordinaria mi premio e la compro.
Abbiamo provato ieri sera la crepiere della linea saporella: c'est magnifique!
05 06 07 - 14:09
sei commenti
plink
Mi sento...


